Da A2 a B1 in italiano: quanto tempo serve davvero

La domanda arriva sempre subito dopo il test: ho scoperto di essere A2, quanto mi manca per il B1? La risposta onesta comincia da un’altra domanda: A2 in che cosa?

Il numero che gira, e perché è quasi inutile

Il Consiglio d’Europa stima intorno alle 150-200 ore di studio guidato il passaggio da un livello all’altro nella fascia intermedia. È una cifra utile per chi progetta un corso, molto meno per chi si chiede quanto manca a lui.

Il motivo è semplice: quelle ore presuppongono uno studente medio che parte da un A2 pieno e uniforme. Nella realtà non esiste quasi nessuno così. Chi ha imparato sui libri arriva al test con la grammatica da B1 e il vocabolario da A1. Chi vive in Italia arriva con il contrario. Le stesse duecento ore, su queste due persone, producono risultati completamente diversi.

Che cosa separa davvero A2 da B1

L’imprevisto. All’A2 te la cavi nelle situazioni che conosci: ordinare, prenotare, raccontare il fine settimana. Al B1 reggi la conversazione quando prende una piega che non avevi previsto. Non è un salto di grammatica, è un salto di autonomia.

Il passato che si articola. All’A2 usi il passato prossimo. Al B1 devi alternarlo all'imperfetto senza fermarti a pensare, perché raccontare qualcosa di più lungo di due frasi lo richiede.

Il collegamento fra le frasi. All’A2 le frasi sono affiancate. Al B1 sono legate: anche se, quindi, mentre, invece. È la differenza fra elencare e argomentare.

Il vocabolario che raddoppia. Da circa 1.500 parole riconosciute a circa 3.000. È il pezzo che richiede più tempo e quello che quasi nessuno pianifica.

Il conto che ha senso fare: non «quante ore mi mancano», ma «quale delle quattro cose sopra è la più indietro». Il tempo che ti serve dipende quasi solo da quella, perché le altre tre le stai già allenando senza accorgertene.

Tre percorsi realistici

Se sei indietro di vocabolario (il caso più frequente in chi ha studiato in aula) servono fra i quattro e i sei mesi di lettura costante. Non di studio: di lettura. Un testo alla tua portata, venti minuti al giorno. È il modo più efficiente che esiste per passare da 1.500 a 4.000 parole, e l’ho spiegato in dettaglio nella guida alle letture graduate per livello.

Se sei indietro di produzione (il caso di chi vive in Italia e capisce tutto) servono meno mesi ma più correzione. Puoi passare anni parlando bene e sbagliando sempre le stesse cose, perché nessuno ti corregge: chi ti ascolta ti capisce e va avanti. Qui il tempo si accorcia molto se qualcuno ti riprende mentre parli.

Se sei indietro di comprensione il lavoro è su testi scritti per italiani, non per stranieri. Un articolo di giornale al giorno vale più di un manuale.

Quanto ci vuole, allora

Con venti o trenta minuti al giorno di lavoro mirato sul punto debole, e non su tutto insieme, sei mesi sono una stima realistica per un A2 solido che vuole arrivare a un B1 solido. Con un’ora al giorno si scende verso i tre o quattro mesi. Sotto i tre mesi succede solo a chi era già B1 in due abilità su quattro e non lo sapeva.

Il modo per scoprire in che caso sei è misurare le quattro cose separatamente, non a occhio.

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Un errore che allunga i tempi

Rifare l’A2 da capo. È la reazione istintiva quando un test dice A2: torno indietro e ripasso tutto. Ma se tre abilità su quattro sono già quasi B1, ripassare tutto vuol dire spendere il novanta per cento del tempo su cose che sai già. Il livello non sale perché fai più esercizi: sale perché colmi il divario più largo.