Test di livello o esame CILS: quale ti serve davvero

Un test di livello e un esame di certificazione rispondono a due domande diverse. Il primo ti dice dove sei. Il secondo lo dimostra a qualcun altro. Confonderli costa soldi o tempo, a seconda di quale dei due sbagli.

La differenza in una riga

Il test di livello serve a te: è gratuito, dura un quarto d’ora, non vale niente fuori dalla tua testa e ti dice da dove ripartire. La certificazione serve a un ufficio, a un’università o a un datore di lavoro: costa fra i cento e i duecento euro, si sostiene in un centro d’esame in una data fissa, e produce un documento.

Quando ti serve la certificazione, davvero

Cittadinanza italiana. Dal dicembre 2018 serve un B1 certificato per la cittadinanza per residenza o per matrimonio. Qui non ci sono alternative: nessun test online, per quanto ben fatto, vale. Ho scritto quali certificati sono validi e in cosa differiscono in questo confronto fra CILS, CELI e PLIDA.

Iscrizione a un’università italiana. Di solito B2, a volte C1 per alcune facoltà.

Concorsi e alcuni datori di lavoro. Chiedono il documento, non la competenza.

Fuori da questi tre casi, una certificazione è una spesa che non ti compra niente che non avessi già.

La domanda che risolve il dubbio: qualcuno ti chiederà di mostrare un pezzo di carta? Se la risposta è no, non ti serve un esame. Ti serve sapere a che punto sei, e quello è gratis.

L’errore che vedo più spesso

Iscriversi all’esame prima di avere misurato il livello. La sessione CILS costa, si tiene poche volte l’anno e non si rimanda. Chi si iscrive al B1 sperando di farcela e arriva con il vocabolario da A2 non passa la prova di comprensione, e perde soldi e sei mesi.

L’ordine giusto è l’opposto: prima misuri, poi decidi la data. Un test onesto che separa le quattro abilità ti dice se il B1 è a tre settimane o a sei mesi, e la differenza fra le due cose cambia completamente quale sessione prenotare.

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L’altro errore, meno costoso ma più lento

Rimandare il test perché «tanto lo so già che sono principiante». Quasi nessuno indovina il proprio livello, e chi si sottovaluta perde mesi a rifare cose che sa. La percezione del proprio livello dipende più da come si è imparato che da quanto si sa.

Che cosa ti dà un test fatto bene

Non una sigla, ma un profilo. Sapere di essere B1 serve a poco. Sapere di essere un B1 con un vocabolario da A2 serve molto, perché ti dice esattamente su cosa lavorare nei prossimi tre mesi, e ti evita di iscriverti a un esame che non passeresti.

E se poi la certificazione ti serve davvero, arrivi alla data d’esame sapendo già che sei pronto invece di sperarlo.