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Vivere in Italia · A2 · Documenti

Rinnovare il permesso di soggiorno: quando farlo, cosa portare, come controllare

di Alessio · insegnante di italiano per stranieri, master ITALS (Ca’ Foscari) e master in didattica dell’italiano L2

Il rinnovo non si fa quando il permesso scade: si fa prima. Qui trovi entro quando presentarlo, che cosa mettere nella busta, che valore ha la ricevuta mentre aspetti e come seguire la pratica. Poi le parole che senti davvero allo sportello, con un esercizio per fissarle.

Che cosa trovi qui

Cittadino UE? Per te il permesso di soggiorno non esiste. Dopo tre mesi ti iscrivi in comune, l’iscrizione anagrafica, dimostrando che lavori, studi o hai risorse sufficienti più la copertura sanitaria.
Cittadino non UE? Ti serve il permesso di soggiorno, da rinnovare sessanta giorni prima della scadenza, di solito con il kit giallo alla posta.

I passi, in ordine

  1. Prima capisci in quale caso sei
    Guarda il passaporto, e la tua situazione familiare. Le tre strade qui sotto non si sovrappongono: sbagliare strada costa mesi.
  2. Cittadini UE: prepara le prove
    Un contratto di lavoro o le buste paga; oppure l’iscrizione a una scuola o a un’università; oppure la prova delle risorse più la copertura sanitaria. In più un contratto d’affitto registrato o una dichiarazione di ospitalità.
  3. Cittadini UE: vai in comune
    Chiedi l’iscrizione anagrafica. Un vigile passerà a controllare che abiti davvero a quell’indirizzo. Dopo puoi chiedere l’attestazione di regolare soggiorno.
  4. Cittadini non UE: la strada del permesso
    Kit giallo alla posta, appuntamento in questura, impronte, poi il ritiro della carta. Comincia tre mesi prima della scadenza.
  5. Dopo cinque anni
    I cittadini UE possono chiedere il soggiorno permanente; i cittadini non UE possono chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, che richiede il test di italiano A2.

Iscriversi non è facoltativo, e non è solo burocrazia. In qualunque caso tu sia, è la residenza che sblocca il resto: il medico di base, la carta d’identità, le detrazioni, e per i cittadini non UE il rinnovo stesso. Si rimanda spesso, perché nei primi mesi nessuno la chiede. Poi blocca tutto insieme.

Il kit giallo delle Poste per la richiesta del permesso di soggiorno, tenuto in mano
Il kit giallo: si ritira e si imbuca alle Poste.

Le parole che ti servono

ItalianoChe cosa vuol dire
l’iscrizione anagraficain comuneiscriversi all’anagrafe del comune
la residenzain comunel’indirizzo ufficiale dove risulti
il permesso di soggiornola tessera che hai in manola carta per chi non è cittadino UE
il rinnovosul modulorifare lo stesso permesso alla scadenza
la ricevutadopo la domandavale al posto della carta mentre aspetti
la questuranel messaggio che ricevil’ufficio di polizia per gli stranieri
l’attestazionela rilascia il comuneil certificato di regolare soggiorno, per chi è cittadino UE
la scadenzasul fronte della tesserala data entro cui va rinnovato

Provaci adesso

Completa con le parole della tabella

  1. Ho chiesto la in comune.
  2. Devo presentare il due mesi prima della scadenza.
  3. La vale insieme al passaporto.
  4. Sul permesso c’è la data di .
  5. Ho fatto l’ anagrafica appena arrivato.
  6. Il comune mi ha dato l’ di regolare soggiorno.

Se sei cittadino UE: che cosa chiede davvero l’iscrizione

Per i primi tre mesi non ti serve altro che un documento valido. Dopo, restare regolarmente vuol dire iscriversi, e il comune ti chiederà di rientrare in una di tre categorie.

Lavori, da dipendente o in proprio: bastano il contratto o le buste paga, ed è la strada più semplice. Studi: iscrizione, copertura sanitaria e autocertificazione delle risorse. Oppure hai risorse sufficienti: e allora devi mostrare anche la copertura sanitaria, che sia la tessera europea del tuo paese, accettata solo per periodi limitati, un’assicurazione privata o l’iscrizione volontaria al servizio sanitario.

È proprio sulla copertura sanitaria che si arenano quasi tutte le pratiche: sistemala prima di andare allo sportello. Dopo cinque anni di residenza regolare e continuativa puoi chiedere il soggiorno permanente, che quelle condizioni non le chiede più.

Se non sei cittadino UE: la strada del permesso

È la strada che le altre pagine di questa sezione raccontano nel dettaglio. In breve: il permesso si rinnova sessanta giorni prima della scadenza, i documenti vanno nel kit giallo alla posta, e poi sei convocato in questura per le impronte. La ricevuta che ti danno ti tiene in regola e ti lascia lavorare mentre aspetti.

Quali documenti servono dipende dal motivo scritto sulla tua carta: lavoro subordinato, lavoro autonomo, famiglia, studio, asilo.

Una parola sui passaporti di Stati Uniti, Australia, Singapore e paesi simili: si entra senza visto per novanta giorni, ma quei novanta giorni non permettono di lavorare, e non diventano un permesso perché hai trovato un impiego. Il permesso va chiesto su uno dei motivi previsti.

Se sei familiare non UE di un cittadino UE

Questo terzo caso sfugge di continuo, anche allo sportello. Se sei coniuge, figlio o genitore a carico di un cittadino UE che vive in Italia, non segui la strada ordinaria del permesso: chiedi la carta di soggiorno per familiare di cittadino UE, che è gratuita, non ha requisiti di reddito propri e dà diritto a lavorare.

La si chiede in comune o in questura a seconda della città, allegando la prova del legame familiare e dell’iscrizione del tuo parente. Se qualcuno ti dice di comprare il kit giallo, ti ha messo nella fila sbagliata: vai in un patronato e digli in quale caso sei.

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Domande frequenti

Sono cittadino UE. Mi serve il permesso di soggiorno?

No. I permessi sono per chi non è cittadino UE. A te serve l’iscrizione anagrafica in comune, quando resti più di tre mesi.

Posso lavorare mentre aspetto il permesso nuovo?

Sì. La ricevuta del rinnovo ti lascia restare in Italia e continuare a lavorare regolarmente. Portala sempre con il passaporto.

Mio marito è italiano e io non sono dell’UE. Quale strada?

Quella del familiare: carta di soggiorno per familiare, non il permesso ordinario, ed è gratuita. Fatti controllare il caso specifico in un patronato prima di pagare qualcosa.

Questa pagina esiste anche in altre lingue. Non è una traduzione: le informazioni sono adattate alla cittadinanza di chi legge.