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Grammatica · C2

La variazione regionale

di Alessio · insegnante di italiano per stranieri, master ITALS

La Battaglia delle arance al carnevale di Ivrea, con le squadre in divisa · grammatica italiana C2
Da Ivrea a Palermo la stessa festa cambia nome: la geografia si vede.

L’italiano standard esiste nei libri; nelle strade vive l’italiano delle regioni: anguria a Milano, cocomero a Roma, melone d’acqua in Sicilia. A questo livello non si giudica: si riconosce da dove parla una frase, e si sa che a tavola la geografia si sente più che altrove.

  • 5min lettura
  • 15min esercizi
  • C2livello

Che cosa impari

  • anguria, michetta (Milano), formaggio grattugiato
  • Come funziona la variazione regionale
  • La stessa cosa, tre nomi
  • Lessico: la tavola regionale
25+ libri graduati e un dizionario da 4.000 paroleApp Store★★★★★(6)di Alessio, insegnante dal 2018Continua nell'app →

Vocabolario di questa pagina

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La stessa cosa, tre nomi

NordCentroSud
anguriacocomeromelone d’acqua
michetta (Milano)rosetta (Roma)panino
formaggio grattugiatopecorino romano sull’amatricianacaciocavallo, ricotta salata

Grammatica con l’accento

TrattoDoveEsempio
passato remoto nel parlatoSudieri andai al mercato e comprai i pomodori
articolo coi nomi propriNordla Giulia porta il tiramisù
stare per essereCentro-Sudsto qua, il vino sta sul tavolo
mica rafforzativoCentro-Nordmica male questo vino!
Regionale non vuol dire sbagliato: vuol dire che la frase dice da dove vieni. In un colloquio di lavoro il passato prossimo standard è più prudente; a una cena in Sicilia, il remoto del padrone di casa è musica locale. A questo livello conta sapere dove ci si trova.

Da sapere

  • Alcuni tratti regionali sono grammaticali, non lessicali: al Sud tenere per avere (tengo fame), al Nord solo più per non più, in Toscana il si per noi (si va).
  • Italiano regionale e dialetto sono cose diverse: il primo è italiano con l’accento e qualche costruzione locale, il secondo è una lingua a sé. Confonderli è l’errore più comune.
  • L’italiano standard è una norma scritta che quasi nessuno parla al cento per cento. All’esame serve, al bar no: sapere di quale italiano si sta parlando è già competenza C2.

Gli errori più comuni

  • il cocomero è il nome sbagliato dell’anguriasono nomi regionali della stessa cosa: nessuno è sbagliato
  • dire «la Giulia» è un errore di articoloè un tratto regionale del Nord, informale ma vivo
  • a Palermo parlano male perché usano il passato remotoa Palermo il remoto nel parlato è la norma locale

Esercizi

Cinque esercizi in ordine di difficoltà. Gli ultimi rimettono in gioco quello che hai già visto.

  1. 01 Nord o Sud

    Scrivi N o S secondo l’area in cui l’uso è più diffuso.

    1. Sono stato dal dottore. / Sono ito dal dottore. →
    2. Ho lavorato tutto il giorno (passato prossimo per fatti lontani) →
    3. Lavorai tutto il giorno (passato remoto per l’ieri) →
    4. Ci ho parlato ieri (uso estensivo di ci) →
    5. Ti telefono io / Io ti telefono (soggetto ripetuto) →
    6. Vado in giù / Scendo giù →

  2. 02 Parole diverse, stessa cosa

    Scrivi la forma standard.

    1. anguria / cocomero / melone d’acqua →
    2. scannetto / sgabello →
    3. mocio / straccio per pavimenti →
    4. cocco / noce di cocco →
    5. tovaglietta / tovagliolo →
    6. spanna / palmo →

  3. 03 Dal regionale allo standard

    Riscrivi in italiano standard.

    1. Esci il cane. →
    2. Mi sa che oggi non ci sta nessuno. →
    3. Ci siamo visti a Natale scorso. →
    4. Sali la valigia. →
    5. Non ci ho tempo. →
    6. Vengo con lui, che dici? →

  4. 04 Standard, regionale o dialettale

    Scrivi S (standard), R (italiano regionale) o D (dialetto).

    1. Non ci sta nessuno. →
    2. Non c’è nessuno. →
    3. Nun ce sta nisciuno. →
    4. Vado a comprare il pane. →
    5. Vado a fare la spesa dal panettiere. →
    6. Te lo dico mo’. →

  5. 05 Il dialogo da rifare

    Riscrivi il dialogo in italiano standard, senza appiattire il tono.

    Ripasso linguaggi settoriali · costruzioni marcate

    1. · Allora, che fai di bello oggi? →
    2. · Niente, sto a casa che devo studiare. →
    3. · Ma dai, esci un attimo che è bello fuori! →
    4. · Non ci ho voglia, sono stanco assai. →
    5. · Va bene, ci sentiamo dopo allora. →
    6. · Ci vediamo, statti bene. →

Questi cinque sono un assaggio. Sul sito ce ne sono più di settecento, gratis e senza registrarsi. Tutti gli esercizi →

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La scheda del capitolo in PDF, pronta da stampare: tabelle, errori tipici e la prova con le soluzioni. Un consiglio da insegnante: la grammatica si fissa rivedendola spesso, non studiandola una volta sola.

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Prova ancora

Geografia a tavola:

  1. A Milano la chiamano anguria, a Roma .
  2. «Ieri andai al mercato»: chi parla è probabilmente del .
  3. «La Giulia porta il dolce»: tratto tipico del .
  4. «Mica male questo pecorino!» Qui mica .
  5. Sull’amatriciana, a Roma, va il .

Domande frequenti

Come si usa La variazione regionale in italiano?
Anguria, cocomero, melone d'acqua: la geografia si assaggia. L'italiano standard esiste nei libri; nelle strade vive l'italiano delle regioni: anguria a Milano, cocomero a Roma, melone d'acqua in Sicilia. A questo livello non si giudica: si riconosce da dove parla una frase, e si sa che a tavola la geografia si sente più che altrove.
Quali sono gli errori più comuni?
Gli errori che sento più spesso in classe:
  • dire «la Giulia» è un errore di articoloè un tratto regionale del Nord, informale ma vivo
  • a Palermo parlano male perché usano il passato remotoa Palermo il remoto nel parlato è la norma locale
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